Stanotte a Palermo sono state distrutte due statue, simbolo della lotta alla mafia, raffiguranti i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. A caldo su Facebook ho commentato così: «Mi è corso un brivido lungo la schiena. Sono sbigottita. Ma come si fa?! Si può essere più squallidi di così?! Non so chi possa averlo fatto, se è la solita “bravata” di ragazzini senza cervello o se davvero sia opera della manovalanza mafiosa. Dubito però che certi personaggi rischino di farsi prendere sul fatto per cose del genere. Voglio che la Sicilia si dia una svegliata. Io, siciliana, provo sdegno e repulsione verso la mafia, i mafiosi e tutte le loro malefatte. Dico loro: siete la vergogna di questa terra». Ho riportato queste battute con tutte le loro imprecisioni per amore di onestà. Un’onesta troppo spesso sottovalutata. Sempre sul social network site ho aggiunto, dopo essermi rapidamente documentata: «Ho letto su La Repubblica che lunedì a Palermo ci saranno 2 cortei:” il primo partirà alle 18 e unirà via D’Amelio e l’albero Falcone, il secondo – la fiaccolata silenziosa – muoverà alle 20 da piazza Vittorio Veneto per arrivare in via D’Amelio intorno alle 23″. Invito chiunque desiderasse prendere le distanze da simili nefandezze a esserci, metterci la faccia e fare sapere che chi la pensa diversamente esiste, punta i piedi e si impegna per restituire la Sicilia ai siciliani veri, a chi dell’onore non fa una bandiera ormai senza significato, ma una vera nota d’orgoglio e di onestà. Basta alla gente “di panza”, è tempo di gente di polso». Per la ragione di cui prima ho volutamente sorvolato su spazi e corsivi mancanti.
Ho sentito la necessità, sebbene stamane io avessi altro da fare, di fermarmi e dare spazio e lustro (per quanto mi è possibile) a questo discorso, nella speranza che dalle chiacchiere si passi ai fatti, dai “Mi piace” all’azione, dai “Condivido” – per quanto utili – alla prova reale che siciliani e non una coscienza civile ce l’hanno. La voglia di cambiare questo posto ce l’hanno. La forza di alzare la testa ce l’hanno… prima in senso figurato e poi dal monitor del computer per fare qualcosa di concreto.
Quando ho pensato di allargare il discorso sul mio blog, avevo intenzione di scrivere una sorta di lettera aperta ai mafiosi e a chi li protegge… anche solo facendo finta di nulla, voltandosi dall’altra parte riservandosi però il diritto di lamentarsi quando le cose non vanno, perché – che piaccia o no – anche quell’atteggiamento fa parte della cultura mafiosa e di quel modus vivendi. Sapete che vi dico?!
Basta! Sono orgogliosamente siciliana e dico: «Basta!» Sono stanca del fatto che chi non è mai stato qui abbia paura di venirci, pensando che questo luogo meraviglioso sia il far west. Sono stanca di vedere la Sicilia dipinta come un covo di delinquenti, buzzurri, ignoranti, minacciosi e assassini. A chi non lo sapesse: la Sicilia non è questo. Ma la Sicilia, come tutto il Mondo, ospita anche degli stupidi e dei delinquenti. Tra questi ci sono i mafiosi: quelli meno ovvi con giacca e cravatta ben in vista e quelli da fiction meno visibili e armati. Be’, sapete una cosa? I primi mi fanno più paura, perché sono quelli a condizionare la vita di chi con la mafia non avrà mai a che fare. Come? Vi dicono niente le parole: appalti truccati, mazzetta, clientelismo? Forse è colpa loro se il mio paradiso è una fogna, se gli impieghi pubblici paiono sempre già assegnati prima ancora che escano i bandi di concorso, se mi devo vergognare della scarsità dei servizi che gran parte delle capitali europee forniscono normalmente alla cittadinanza, se siamo indietro di decenni. E credo che questo problema valichi anche i confini regionali, ma per ragioni affini.
La mia Sicilia l’hanno fatta i contadini (i terroni) e i pescatori onesti che si spaccavano la schiena di suli in suli (trad. “dall’alba al tramonto”), gli architetti brillanti, gli scrittori e i poeti che tutt’Italia studia a scuola, gli scenziati, i magistrati, i padri di famiglia e tutti coloro che la Sicilia l’hanno amata davvero. Senza sporcarsi le mani. Sudandosi il pane da mettere in tavola. Gli altri non mi vengono proprio niente. Per me sono nuddu ‘mpastatu cu’ nienti (“nessuno mischiato con niente” e i siciliani capiscono cosa intendo dire). Li detesto per l’infamia di cui coprono la Sicilia e i siciliani. Quelli che onore e orgoglio ce li hanno ancora. Viva la Sicilia! Abbasso la mafia!
Annalisa Castronovo


Hai ragione, è tempo di dire «Basta!», con più forza e determinazione, perché l’idiozia non può e non deve vincere su queste nostre vite.